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Iole Dugo
L'immagine tra cognizione e performance: il caso di Instagram come costruzione identitaria
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Abstract (ita)
La comunicazione iconica è emotiva, empatica, immediata e profonda. La cultura visuale sostiene il primato della vista nella conoscenza della realtà, di se stessi e degli altri. Obiettivo di questo lavoro è indagare dal punto di vista cognitivo, come ciò sia realmente visibile nelle quotidiane pratiche sociali, in particolare nell’uso di uno strumento specifico quale Instagram. Il social network è analizzato come diario dell’identità del singolo individuo, piattaforma mediante cui condividere il racconto quotidiano di sé, un racconto che è esclusivamente visuale. Viviamo costantemente immersi in una enorme quantità di immagini che oggi giorno influenzano il nostro modo di muoverci nel mondo e allo stesso tempo rendono per noi il mondo vivibile. Attraverso le immagini tessiamo ogni giorno il racconto delle nostre vite ed entriamo in contatto con i racconti degli altri. Il bisogno di immediatezza che contraddistingue la società contemporanea e, in particolare, il nostro modo di comunicare e l’uso che facciamo dei nuovi media di comunicazione, si rispecchia in questa rimediazione di una pratica che l’uomo ha sempre portato avanti: raccontare storie e, in particolare, raccontarsi. Queste storie sono liquide, frammentarie, incostanti. Ogni selfie incarna un’identità dell’autore che svanisce allo scatto successivo. La nostra identità online, infatti, non è fissa, cambia e si evolve di selfie in selfie. Non si tratta di un genere di foto statico ma di una performance, un nuovo genere visuale, stile o categoria d’arte che spesso è stato paragonato all’autoritratto del passato. Nei secoli molti artisti hanno prodotto autoritratti, in pittura, scultura, disegno. Lo scopo era quello di rimanere immortali, ricordati anche in futuro. Ma il selfie vive esclusivamente nel presente e serve a comunicare uno stato d’animo, una sensazione immediata e passeggera. È tutt’altro che immortale perché diventa subito vecchio, sostituito da un nuovo selfie. Si tratta di una pratica culturale, mediale e sociale che non può essere ridotta alla sola immagine in sé ma si lega, come già accennato sopra, al valore dell’atto performativo che vi sta dietro e, soprattutto, acquisisce valore in quanto parte del racconto visuale che l’individuo tesse di sé ogni giorno attraverso il social network.
Parole chiave: Instagram, Fotografia, Storytelling, Empatia, Identità